Chiese e palazzi storici

Ultima modifica 14 maggio 2024

Conventi, chiese, palazzi storici, oratori e chiesette campestri esistenti o scomparse nel territorio di Pietra Marazzi


1. Monastero e chiesa di S.Pietro in Ciel d’Oro (Celauro) in Pavone 
2. Convento e chiesa di San Germano in Pavone 3. Convento e Oratorio di San Cristoforo dei frati Crociferi 
4. Convento e chiesa di S. Maria dei Carmelitani Scalzi 
5. Chiesa parrocchiale di San Martino 
6. Chiesa parrocchiale di S.Germano in Pavone 
7. Chiesa di S. Alberto 
8. Confraternita dei Disciplinanti e Oratorio di S.Bernardo Abate 
9. Chiesa campestre di S.Maria della Valle (Madonna di San Zeno) di Montecastello 
10. Chiesa campestre di San Defendente 
11. Chiesetta campestre di S. Rocco 
12. Chiesetta campestre di San Boniforte (Oratorio campestre di S.Guniforto) 
13. Chiesetta campestre di San Sebastiano 
14. Chiesetta campestre di S.Ilario (di S. Alari) 
15. Chiesetta campestre di S.Antonio Abate 
16. Chiesetta campestre di S.Nazaro 
17. Chiesetta campestre della Beata Vergine di Boschetto (Oratorio di Sant Anna) in Pavone 
18. Oratorio di San Sebastiano in Pavone 
19. Chiesa di S.Maria in Graviterra (Pavone) 
20. Chiesetta di S.Michele (Pavone) 
21. Cappella di Santa Cristina
22. Palazzo Comunale

  •  Monastero e chiesa di S.Pietro in Ciel d’Oro (Celauro) in Pavone

Già menzionato in alcuni diplomi di donazione di alcuni beni da parte del re Liutprando allo stesso Monastero nel 707, 708 e 713 (tra cui la corte di Pavone, diverse terre, etc.) e in altri, da parte di Ottone I, figlio di Ingo (912, 918), sorgeva nell’attuale territorio di Valle San Bartolomeo (antica Bergolium), in regione Torre San Pietro e dipendeva dall’omonimo monastero di Pavia. La Chiesa di San Pietro è citata in un registro del 1547 della Curia Vescovile di Pavia; di essa e del relativo monastero si è da tempo persa ogni traccia tangibile, mentre in un atto figurato del 1703 si ritrova a Pavone la grande casa dei PP. di S.Pietro in Celauro, goduta dal Co. D. Gioanni Guasco nei pressi della Chiesa parrocchiale.

  • Convento e chiesa di San Germano in Pavone

Antichissima, già nel sopraccitato figurato del 1703 ne restavano vestigia. Dell’antica chiesa situata sulle alture dall’altro lato (rispetto al nucleo abitato di Pavone) della strada che da Alessandria tende a Montecastello, era rimasto fino agli anni ‘60 il solo campanile, in stile romanico, intitolato dalla tradizione popolare: Torre longobarda. Anche tale elemento superstite veniva abbattuto nel 1963 per la costruzione di una villa. L’intitolazione a S.Germano passava alla Chiesa parrocchiale di Pavone.Anche dopo la scomparsa del monastero di Pavone, tutti i possedimenti su quel territorio pagarono, fino al 1781, al monastero pavese un’annualità in grano. Avendo in quell’anno l’imperatore Giuseppe II soppresso quella Canonica, l’annualità venne ceduta al ricco Ospedale di S.Matteo di Pavia.

  • Convento e Oratorio di San Cristoforo dei frati Crociferi

Esisteva già nel 1319, fuori mura sul fronte occidentale dell’attuale via Roma, all’intersezione con la strada di S.Ilario. Il convento veniva soppresso con altri da Papa Innocenzo X con la bolla Instaurandae del 1652. Accanto alla chiesa sorgeva un ospedale con due letti per i pellegrini di passaggio. La chiesa, già pericolante nel 1825, fu abbattuta nel 1875 ed il materiale impiegato nella costruzione della sacrestia della chiesa parrocchiale. La statua di san Cristoforo, prima trasferita nella chiesa di S.Maria, oggi non esiste più: invece il reliquiario con la reliquia del Santo si conserva nella chiesa parrocchiale.

  • Convento e chiesa di S. Maria dei Carmelitani Scalzi

Presumibilmente fondata tra il 1461 ed il 1475, situata aIl’intersezione tra la Via Maestra (via Roma) e via Santa Maria. Il convento, molto danneggiato dai Francesi nel 1596 e dato alle fiamme, veniva rifatto per poi essere soppresso da Papa Innocenzo X. A quel tempo i frati possedevano ben 266 pertiche di terreno. Si mantenne così la sola chiesa con la statua della Madonna del Carmine, staccata dal corpo conventuale, riedificata dopo la peste del 1630 in stile barocco, a due navate, dotata oltre all’altar maggiore, di altri sei altari nelle cappelle laterali. Uno di questi era stato dedicato al santo patrono del Paese, San Guniforto, del quale v’era anche una chiesetta campestre (V.), ma già nel 1667 tale altare era rovinato e, nella seconda metà del ‘700 inservibile, privo di suppellettili con la vetrata dinnanzi all’immagine del santo totalmente rotta. Nella chiesa avevano diritto di sepoltura alcune famiglie importanti del Paese. Davanti alla chiesa era un muro in pietra che separava il piazzalino-sagrato dal suolo della strada pubblica. Dopo aver subito gravi danni nel terremoto del 1828, adibita anche a lazzaretto ed a caserma per soldati nel 1859, veniva abbattuta nel 1920 ed i suoi beni passarono al beneficio parrocchiale.

  • Chiesa parrocchiale di San Martino (V.)
  • Chiesa parrocchiale di S.Germano in Pavone

La chiesa parrocchiale di Pavone è sotto il titolo di S.Germano, Vescovo d’Auxerre, il cui officio ricorre il 31 luglio. E’ presumibile che l’intitolazione sia stata acquisita successivamente alla scomparsa dell’omonimo monastero e chiesa di S.Germano (resti della “torre longobarda”), posto sul fronte collinare aldilà della strada da Alessandria tendente a Bassignana, subito dopo la soppressione dell’Abbazia da parte di San Pio V al fine di formare la dote del Collegio da lui fondato in Pavia. Retta dai Clerici secolari, era soggetta al Monastero di San Pietro in Ciel d’Oro di Pavia, che inviava talvolta un suo Canonico ad esercitarvi la cura delle anime. Era di patronato del collegio Ghislieri e da essa dipendeva un oratorio a poca distanza dall’abitato (Oratorio di San Sebastiano). Dietro all’abside un piccolo cimitero. La casa parrocchiale era situata nel recinto del Castello (fabbricato dai pavesi nel 1261), vicino alla Chiesa, cambiata successivamente col feudatario, trasportata nel sito attuale e rifatta completamente sul finire del XVIII secolo col prezzo ricavato dalla vendita di alberi d’alto fusto esistenti sul fondo della dipendente chiesetta di Santa Maria in Graviterra (V.). Con esempio piuttosto raro (atto del 9 luglio 1752), il Vescovo di Pavia concedeva al feudatario Conte Guasco Gallarati la facoltà di aprire una finestra nella Chiesa parrocchiale in modo che lo stesso potesse soddisfare il comandamento di sentire la Messa assieme ai suoi ospiti nobili alessandrini, privilegio esteso successivamente da Monsignor d’Angennes a tutti gli ospiti, anche non nobili, purchè ammessi al contubernio e mensa del nuovo padrone supplicante Conte Faà di Bruno, unitamente ad un loro servo e una serva.

  • Chiesa di S. Alberto

Ricordata in una visita apostolica del 1576, era situata in Paese, nell’attuale via San Giovanni Bosco. Delle stessa si fa ancora accenno in altra visita del 1583.

  • Confraternita dei Disciplinanti e Oratorio di S.Bernardo Abate

La chiesetta dell’Oratorio, adiacente alla parrocchiale di San Martino, risale all’XI-XII secolo. Nel 1569 già si parlava di “avanzi” della chiesa. Venne restaurata e ampliata di alcune campate nel XV secolo e dotata nel Settecento di un nuovo campanile (terminato nel 1828). La chiesetta ufficiava con la Confraternita dei Disciplinanti che indossava il saio nero, aggregata dal 1696 all’Arciconfraternita del S. Crocifisso in S.Marcello di Roma. Occupata dai soldati nel 1945 fu restaurata subito dopo la guerra, ma per problemi di franamento del terreno della rocca sulla quale insiste ed ancora aA seguito terremoto del 2000 si presentavano per la piccola chiesa di S.Bernardo e il suo campanile pericolose lesioni nelle strutture portanti con cedimento parziale della volta nella parte absidale, scollamento del campanile, ecc. Si procedeva pertanto a lavori di consolidamento statico e, nel 2009/10 a totale restauro e manutenzione straordinaria. Al suo interno, sulla parete alla sinistra dell’ingresso, uno splendido affresco sulla vita del Santo risalente alla prima chiesetta e, sotto all’attuale pavimento, durante lavori di scavo, è riaffiorata la base del primitivo altare: entrambi elementi da valorizzare quando messa in sicurezza la struttura principale e le volte a vela del sottocopertura. Il Ministero della Pubblica Istruzione ha dichiarato la Chiesa di S.Bernardo Edificio monumentale del sec. XI", come da elencazione, a pòag. 88, della Pubblicazione del Ministero stesso del 1911 (Elenco degli edifici monumentali della Provincia di Alessandria). Sulla scala dell'alloggio del sacerdote era riportata la data: 1161; la chiesa presumibilmente era stata innalzata su edificio preesistente. Il lato est della chiesa, che poggia sulle antiche mura del paese, possiede infatti all'esterno dei motivi a rilievo in laterizio analoghi a quelli presenti sulla Torre Teodolinda a Marengo. Nel 1592 l'Oratorio aveva la larghezza di circa 6 braccia e la lunghezza di 16. Nel muro sopra l'altare vi era la statuadi San Bernardo con ai lati due angeli indorati. Verso il 1600 cadde la volta del coro ed allora, per mancanza di fondi, si restrinse la chiesa. Vi si celebrava la messa ogni domenica e, qualche volta, anche nei giorni feriali; per questo veniva scelto un apposito cappellano. Nel 1602 mancava la campana: vi si provvide in seguito e la campana fu posta sopra ad una torretta a forma di campoanile. Sulle pareti della chiesa erano dipinte immagini di santi, sulla facciata quelle delòla Madonna, di San Bernardo e di San Defendente. L'attuale sacrestia è stata innalzata nel 1731 su terreno ceduto dal feudatario Conte Agesilao Cane Bisnati. Nel 1740 si iniziò la fabbrica del coro e, nel 1748, si stabilì di abbattere il campanile vecchio per innalzarne uno nuovo. L'attuale campanile settecentesco, in stile barocco, fu terminato nel 1828. Porta 2 campane: la maggiore, del 1667. reca kl'iscrizione: Societas S.Bernardi et Defendentis oppidi Petrae Maratiorum; la minore, del 1703,: Sancta Maria fac mecum signum in bonum. Il quadro del Crocifisso, esposto nell'abside, era opera del 1775 di pittore alessandrino. L'elegante altare in stucco lucido era stato costruito nel 1756 da artisti di valenza. Nel coro era presente una tela raffigurante la SS.ma Trinità, dipinta l'anno 1766 dal pittore Morelli. Durante l'epoca della Rivoluzione francese la chiesa passò al Comune e fu adibita, per il periodo tra il 1802 e il 1815, a Sala della Consulta e ad uso di Scuola Elementare. Contro il parapetto della tribuna figurava uno stemma della famiglia Ghilini. Nel 1832 vi veniva collocato l'organo. La chiesa possedeva 2 reliquie di San Bernardo e di San Defendente, donate dal padre priore carmelitano del convento di Pietra Marazzi l'anno 1756. Il reliquiario è del 1757, opera dell'orefice Carlo Fana di Pavia (Cfr. Relazione storico-artistica sull'Oratorio di San Bernardo del 1 marzo 1979 a firma del sindaco Giovanni Renato Mitrale).

  • Chiesa campestre di S.Maria della Valle (Madonna di San Zeno) di Montecastello

La chiesetta di S.Maria della Valle, detta dal popolo di S.Zeno o Madonna di S.Zeno, dedicata a Ns Signora Assunta, è già citata nel Liber Confinium di Alessandria nel 1319. In condizioni di piena fatiscenza già dalla visita pastorale del 1583, senza più soffitto né copertura. Sorge sul territorio di Pietra Marazzi nella regione attigua alla cascina Schiappellata. Un tempo era custodita da un eremita, nominato dalla Comunità d’accordo col parroco, che abitava nella casa attigua, mantenuto con le elemosine che raccoglieva per carità nel 2° giorno di Pentecoste. Nel 1675 era Francesco Maria Trave; l’ultimo fu Giuseppe Calcagni. Nel 1648 la cappella era in rovina e venne fatta rifabbricare dal Conte Cristierno Stampa e dedicata all’Assunta come da scritta sulla facciata rivolta a nord (Ave, Fidelium Advocata). Oggi dipende dalla parrocchia di Montecastello.

  • Chiesa campestre di San Defendente

Citata per la prima volta in un documento del 1536 sorge su un colle presso Monte Mariano assieme alla chiesetta di S.Anna in Pavone è l’unica cappella sul territorio di Pietra Marazzi oggi ancora esistente. Nella relazione della visita apostolica del 1576 è già descritta in stato indecoroso e senza porta. Era patrocinio dei disciplini di San Bernardo. Venne restaurata e decorata una prima volta tra il 1602 ed il 1604, dotata di nuovo altare, e, ancora, nel 1933 e negli anni Novanta.

  • Chiesetta campestre di S. Rocco

Già esistente nel 1492, era attigua a quella di San Boniforte, da essa separata da una semplice parete divisoria. Nel XVI secolo possedeva 50 pertiche di terra e 150 di vigne che le rendevano 2 sacchi di grano e 6 brente di vino. Vertendo già a quel tempo in cattive condizioni e totalmente aperta, ne veniva imposto l’abbattimento, peraltro ignorato sicché, nel 1672 esisteva ancora sia pur diroccata e spoglia di ogni suppellettile. In essa aveva il sepolcro la famiglia Scarsi.

  • Chiesetta campestre di San Boniforte (Oratorio campestre di S.Guniforto)

Non si sa quando sia stata eretta la chiesetta intitolata a questo nobile scozzese dell’XI secolo, morto martire in Pavia, Patrono del Paese, protettore degli infermi e difensore contro le epidemie: molto probabilmente in tempo di peste. Essa viene citata per la prima volta in un atto esistente nell’archivio notarile di Alessandria del 17 gennaio 1472, rogato dal notaio Antonio Stortiglione. Il sedime occupava una superficie di 25 mq. Nel 1576 viene descritta addossata alla sopraccitata cappella di San Rocco, situata all’intersezione fra la strada di San Guniforto e via al Ponte, in regione Alla Montà. Ricevette molti legati perché si fabbricasse una chiesa vera e propria da intitolare ai SS.mi Guniforto, Rocco e Sebastiano, ma non solo non se ne fece nulla, ma si lasciò andare in rovina lo stesso oratorio. La devozione dei paesani fece sì che per ben tre volte venisse restaurato e, nel 1801, ridotto di dimensioni prima di essere definitivamente abbattuto a seguito di delibera del Consiglio Comunale del 22 agosto 1870 (proprio il giorno in cui veniva celebrata la festa del Santo). Di S.Guniforto si conservano 3 reliquie, due della metà del ‘700, la terza, avvolta in seta, serviva per la benedizione degli infermi.

  • Chiesetta campestre di San Sebastiano

Si parla di questa chiesetta intitolata al santo invocato contro le pestilenze nella visita apostolica del 1576, dalla quale risultava già in cattive condizioni. Nessun’altra notizia.

  • Chiesetta campestre di S.Ilario (di S. Alari)

Eretta nel XIV secolo sul colle che porta il suo nome, esisteva ancora verso la fine del XV secolo. Negli atti notarili figurava come chiesa di S.Alari (termine ancor oggi usato).

  • Chiesetta campestre di S.Antonio Abate

Antichissima, forse situata nelle terre di Pietra al di là del Tanaro (Regione Sant Antonio) è ricordata in atti del XIV secolo. Già in rovina nel 1460, non aveva la porta né le finestre e, perdipiù serviva anche a deposito di legna per il cappellano. Era di patronato della nobile famiglia dei Marazzi ce vi nominava il Cappellano.

  • Chiesetta campestre di S.Nazaro

Nelle carte territoriali della fine del XVII secolo si fanno riferimenti ad una chiesetta campestre intitolata a San Nazaro situata sul colle omonimo, della quale non si hanno altre notizie storiche. Forse il luogo sul quale sorgeva è quel campo S. Nazaro dove nel 1848 veniva eretto il Pilone della Vergine della Creta, dedicato alla Madonnina di Castellazzo.

  • Chiesetta campestre della Beata Vergine di Boschetto (Oratorio di Sant Anna) in Pavone

Sita in prossimità dell’attuale campo sportivo e della montada per Pavone, era già presente nel XVI secolo, eretta per la devozione degli abitanti del paese e specie per gli agricoltori che, recandosi a sentir messa nei giorni festivi, lasciavano a pascolare il bestiame in quel pianoro. Possedeva sul Tanaro l’isoletta omonima; i conti Cane-Bisnati per comodità della popolazione, fecero costruire un’apposita strada per arrivarvi. Come quella di S.Zeno, anche questa fabbrica era custodita da un eremita eletto dalla comunità d’accordo col parroco, mantenuto con le elemosine che raccoglieva, dai proventi di un orto ed alloggiato in alcuni modesti vani annessi alla chiesetta. La gente dava nel forno il pane per il suffragio. In un istrumento del 7 maggio 1678, è documentata l’istituzione nella chiesetta campestre della B.V. del Boschetto (nel tempo denominata di S.Anna), di una Cappellania che riceveva in dote alcuni appezzamenti (una vigna e un campo) con l’obbligo di celebrare messa ogni domenica in suffragio dei defunti della comunità e due messe durante la settimana per l’anima dell’abate Giò Giacomo Ghilini, oltre alla messa in ciascuna festa di precetto della B.V. e dei Santi. La Cappellania veniva soppressa per la legge 15 agosto 1867 ed i beni alienati all’asta pubblica dal R. Demanio. Avendo ricorso contro ciò il comune di Pavone, il Tribunale civile di Alessandria, con sentenza 18 maggio 1882, dichiarava che il Fondo Culto fosse tenuto a curare puntualmente le celebrazioni delle messe festive ordinate dalla Fondazione Ghiaini. Ricorrendo contro tale sentenza la Corte d’appello di Casale M.to, si procedeva ad una transazione tra i contraenti (Comune di Pavone e C.A. del Fondo Culto). Restaurato negli anni ’90, assieme a San Defendente è l’unico oratorio campestre pervenutoci.

  • Oratorio di San Sebastiano in Pavone

Dipendente dalla Parrocchiale di S.Germano, posto nelle sue prossimità, con Confraternita.

  • Chiesa di S.Maria in Graviterra (Pavone)

Antichissima, situata oltre Tanaro nei pressi di Castelceriolo, assieme alla contigua chiesetta di S.Michele ed alla parrocchiale di S.Germano era soggetta al Monastero di S.Pietro in Ciel d’Oro di Pavia. Già in rovina nel XVIII secolo, i suoi ruderi e qualche muro superstite venivano impiegati in fabbriche a Castelceriolo, mentre gli alberi d’alto fusto che la circondavano venivano utilizzati per la ricostruzione della casa parrocchiale in Pavone. Ancor oggi esiste una località “Santa Maria” che ne ricorda l’esistenza.

  • Chiesetta di S.Michele (Pavone)

Era annessa alla sopraccitata chiesa di S.Maria in Graviterra subendone la stessa fine.

  • Cappella di Santa Cristina

Ricordata per la prima volta in un istrumento per l’acquisto di una vigna in data 22 ottobre 1487, rogato dal notaio Antonio Stortiglione. Nella visita pastorale del 1583 si legge che venne visitata la Cappella di Santa Cristina, esistente in mezzo alle vigne …alquanto in rovina., per cui ne venne ordinata la riparazione. Non se ne hanno altre notizie.

  • Palazzo Comunale

Per le notizie storiche relative al Palazzo Comunale di Pietra Marazzi (edificio della prima metà del XVI secolo) Cfr. il saggio di Antonella Perin: "Pietra Marazzi - Il Palazzo Comunale" n° 34 della collana Beni culturali in Provincia di Alessandria, Ed. dell'Orso s.r.l., Alessandria, maggio 2009, pubblicato xcion il xciontributo del Comune di Pietra Marazzi.
a cura di Gianfranco Calorio e Jean Maestri


Riferimenti bibliografici e d’Archivio
- A-VALLE Carlo, Storia di Alessandria, Libro VI, Torino, Tip. Falletti, 1855; - CHENNA Antonio, La Storia del Vescovato e de’ Vescovi e delle Chiese e Diocesi della città di Alessandria, accresciuta e corretta dal parroco Tommaso CANESTRI, parte III, Torino, 1835; - Schede di documenti alessandrini antecedenti la fondazione della Città dalle origini al 1168 con aggiornamento delle fonti, integrazione, ecc., a cura di Maria Grazia BELLOCCHIO, ASAC e Associazione “Città Nuova”, Alessandria, 1995; - CALORIO Gianfranco, BERGOLIUM: ricostruzione storico-iconografica del Borgo antico di Alessandria prima della costruzione della cittadella – Vol I: il Territorio e l’Abitato, Castelnuovo Scrivia, DIEFFE snc, Ed. Favolarevia, dic. 2000; - MORETTI Cesare, Storia di Pietra Marazzi, I ed. 1940, rist. s.l.e. 1998; - MORETTI Cesare, S.Guniforto Martire, Alessandria, Un. Tip. O.Ferrari Occella & C, 1938; - GASPAROLO Francesco, Monumenta Alexandrina (Carte alessandrine dell’Archivio di Stato di Milano), Alessandria, Stab. cromo-tip.co librario G.M. Piccone, 1804. - ASTORI Edoardo, Montecastello e la sua rocca, in RSSAA, Alessandria 1931; - ASTORI Pier Ciriaco, Monografia storica dell’alessandrino Pavone, in RSSAA, Alessandria 1943; - Comune di Pietra Marazzi, Pietra Marazzi 1695 (Catasto Terreni), Libro figurativo; - Comune di Pietra Marazzi, Libro dei Figurati, Comune di Pavone, 1763.


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